Boogie Nights

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Se non avete ancora visto Boogie Nights siete cinematograficamente vergini, le porte del paradiso stanno per spalancarsi.

Il genio ventisettenne del grande P.T. trova la sua massima realizzazione nel raccontare tutto ciò che più ossessivamente lo appassiona, ovvero il lato oscuro e lascivo della luna Hollywoodiana: lo starsystem, i night club, la criminalità organizzata, i B-movie, ma soprattutto la sua enorme e mai celata ammirazione per la serissima industria del porno.

Da ragazzo il buon Paul divora film a luci rosse, fino al giorno in cui, stufo delle trame ridicole decide che è ora di fare giustizia, e al suo secondo lungometraggio sforna questo gioiello che meriterà i complimenti del sommo… Stanley Kubrick! Per i comuni mortali la vita avrebbe anche potuto anche arrestarsi un attimo dopo. Non per P.T. che in futuro sfornerà altri capolavori, senza mai sbagliare un colpo.

In “Boogie Nighs – L’altra Hollywood” c’è tutto quello che si può desiderare nel godersi i raggi di un proiettore. Una pellicola per tutti quelli che intendono il cinema come un trionfo. I suoi extraterrestri piani sequenza lasciano a bocca aperta, tanto da eleggersi fonte di ispirazione per giovani registi in tutto il mondo, a cominciare dal nostro Paolo Sorrentino, che partorirà uno figlio legittimo del sopraccitato già al suo esordio ne “L’uomo in più”.

Osservare le riprese del backstage di Anderson è un’esperienza umiliante. Si rimane succubi di un giovanissimo direttore d’orchestra che con modi bambineschi guida alla perfezione attori affermati e pluridecorati del calibro di Philip Seymour Hoffman, obbidienti e entusiasti alle sue più bizzare richieste.

Se amate il cinema, amate Boogie Nights.

[Domanda esistenziale: Cosa provereste a vincere ambiti trofei di rarissima “dote” recitativa nella più scandalosa delle categorie cinematografiche?]